La naturale porosità del cotto fatto a mano, se da un lato ne garantisce la traspirabilità, dall’altro rimane uno dei problemi principali per coloro che dovranno averne cura oggi e domani, infatti una volta posato, il pavimento può essere facilmente macchiato dal contatto di sostanze acide e aggressive quali l’olio, il caffè, detersivi, etc. Al fine quindi di preservare la sua naturale bellezza, il cotto viene sottoposto ad un ciclo di trattamenti da efettuare una solo volta nella vita, che renderanno il cotto inattaccabile da qualsiasi agente macchiante e dagli effetti del tempo. Un buon trattamento del cotto deve, quindi, proteggere la superficie dall’aggressione dello sporco di qualunque natura esso sia; deve conservare una finitura esteticamente valida senza snaturare il prodotto e deve consentire una pratica ed agevole manutanzione. Le operazioni del trattamento vengono eseguite in 2 fasi distinte:
Questa operazione viene eseguita 20 giorni dopo la posa in opera se fatta in periodo estivo e 40 giorni se eseguita in periodo invernale, 5/10 giorni se eseguita a colla, ed ha il compito di ripulire i residui di malta usati per la stuccara, di eliminare le cosiddette “efflorescenze saline“( che altro non sono che agglomerati di sali solubili che, risalendo in superficie per mezzo dello spurgo dell’umidità dal pavimento in cotto, danno origine a macchie biancastre), e in ultimo ma non di minore importanza, di liberare i pori del cotto dalle impurità al fine di permettere alle sostanze del trattamento protettivo di penetrare in profondita assolvendo al meglio la loro funzione. L’intera operazione viene eseguita con speciali spazzole detergenti aspiraliquidi.
Questa fase, che assolve alla funzione di protezione della superficie del cotto, può essere eseguita utilizzando diversi prodotti anche in relazione alla posa del pavimento, cioè se eseguita in interno o in esterno. Per quanto riguarda il trattamento di pavimenti in cotto per interni questo può essere effettuato con sistemi tradizionali, mediante l’impregnazione di prodotti a base di oli vegetali ed idrorepellenti ad alta penetrazione, e mediante la stesura di cere liquide o pastose, che assolvono alla funzione di antiusura, consolidamento ed antimacchia superficiale o con sistemi più moderni che si avvalgono dell’utilizzo di prodotti sintetici ma che portano allo stesso risultato finale. Per quanto concerne invece il trattamento di pavimenti posati in esterni, il discorso è diverso in quanto gli interventi da effettuare devono preservare il cotto dall’aggressione degli agenti atmosferici quali il sole e la pioggia. Quindi innanzitutto dovranno essere impiegati in fase di montaggio accorgimenti quali le pendenze di drenaggio e i giunti di dilatazione e dopo il lavaggio dovranno essere eseguiti trattamenti idrorepellenti e, se l’ulizzo lo richiede (ad esempio in zone all’aperto utilizzate anche per pranzare, come ad esempio sotto i portici) anche oleorepellenti.